IV – VITTOZ E LE PROFESSIONI PARAMEDICHE

 

 

Il metodo Vittoz è particolarmente adatto ai professionisti della salute e può portar loro un aiuto prezioso nelle situazioni professionali di stress.

La proposta può adattarsi al gruppo, ecco i punti più importanti:

a) la sicurezza di sé

- imparare a proteggersi con facilità di fronte all’aggressività altrui

- imparare a gestire l’aggressività dell’azione terapeutica in sé

- il ruolo dell’infermiere tra “martello e incudine”, tra medico e paziente

- acquisire i mezzi per gestire le paure legate al mestiere: paura dell’altro, di ciò che potrebbe accadere, della sofferenza… ed anche per gestire le famiglie del paziente, che aspettano, chiedono, che possono a volte essere aggressive.

 

- lavoro sulla giusta distanza che permette di prendere coscienza della “bolla” di ciascuno…

- efficacia del gesto, dell’azione terapeutica pur restando attenti all’altro (sguardo, distanza, parole…)

- la relazione con se stessi: trovare i mezzi di passare agilmente da un’attività all’altra; accordo tra corpo e mente.

 

 

 

- gli odori, i rumori, poterli vivere decentrandosi su un’altra sensazione cosciente o attraverso la

concentrazione su un punto del corpo.

 

- basi neurofisiologiche dello stress (vedere il libro di C. Donati)

di Vittoz (la ricettività e l’emissività)

- la dimensione corporea (la coscienza sensoriale, corporea, la distensione e la tensione)

- la dimensione affettiva (la gestione delle emozioni)

- la dimensione cognitiva (prendo coscienza dei pensieri, analizzo, decido, voglio, scelgo)

- la dimensione relazionale: relazione con sé, con l’ambiente, con l’altro

 

poiché lo stress agisce a tutti questi livelli.