III – LE TAPPE DELLA TERAPIA
| |
Il Dr. VITTOZ elabora il suo metodo a partire dal funzionamento del cervello allo stato normale.
Il nostro cervello lavora in un’alternanza di ricettività ed emissività.
Per ritrovare un’emissività fluida, agile, controllata, è prima necessario sapere ricevere correttamente.
Nella persona in difficoltà sul piano nervoso la ricettività cosciente è sempre in difetto.
Siamo ricettivi con tutto il nostro essere. Lo siamo essenzialmente con i nostri 5 sensi , che ci mettono in relazione con il mondo esterno. Lo siamo inoltre attraverso le sensazioni che ci giungono dal nostro proprio corpo. Ma la maggior parte del tempo lo siamo in modo automatico, quindi inconscio o semi-cosciente.
Occorre allenarsi a vedere, ascoltare, toccare, gustare, apprezzare, sentire il proprio corpo in modo obiettivo, immediato, evitando ogni associazione o proiezione sull’oggetto e questo potrà essere fatto con l’aiuto di esercizi precisi.
- “Guardate come il bambino al risveglio” dice Vittoz.
- Vedere, è accogliere senza sforzo, senza preconcetti, i colori, le forme, gli oggetti.
- Ascoltare, è ricevere i suoni che giungono nel momento presente, senza forzare l’attenzione e senza “desiderio di captare”. Questo è, in qualche modo, lasciarsi penetrare dal suono.
- Gli stessi accorgimenti si applicano al tatto, al gusto e all’olfatto.
- Il soggetto impara a sospendere, un secondo o due, senza sforzo, lo svolgimento dei suoi pensieri immergendosi nella sensazione.
- Impara anche ad accogliere le sensazioni che gli giungono dal corpo, per esempio muovendo leggermente le dita, le mani, i polsi.
Le conoscenze scientifiche sul cervello e sul sistema nervoso si sono evolute e ciò che in Vittoz era un’intuizione è accertato ormai scientificamente; oggi sappiamo cheposto in una situazione di sensazione pura (ricettività), il cervello si mette automaticamente in riposo e recupera energia nervosa (mentre il pensiero ne consuma).
Non si tratta di cercare un’assenza di pensiero; porsi semplicemente nella sensazione mentale del presente ferma il pensiero e di conseguenza l’emozione, quando è dilagante. Oggi non si può più chiedere al soggetto, come faceva Vittoz,, di mettersi un momento in un’attitudine di assenza di pensiero. E’ necessario un certo allenamento (ripetizione degli esercizi) per entrare in questa ricettività, visto che siamo abituati a funzionare essenzialmente in modo mentale.
Questa attitudine attiva qual’è la ricettività si applica alle azioni più comuni della vita quotidiana, divenendo così “Azione Cosciente” , anch’essa alla base della rieducazione Vittoz.
“Avere coscienza di un atto, non è pensarlo ma sentirlo”; dice il Dr. Vittoz. Per esempio, al mattino alzandosi, sentire il contatto del suolo sotto la pianta dei piedi. Quando si cammina sentire il movimento delle articolazioni, delle ginocchia…”accolgo i rumori che mi giungono dalla strada, dalla casa,...sento il contatto dell’acqua quando faccio il bagno, dei vestiti quando mi vesto, il calore o il sapore della mia colazione.
L’atto cosciente è innanzitutto deciso, poi sentito e infine, è essenziale verificarne l’effetto.
L’accordo tra intenzione, decisione ed azione comportano una sensazione di unità. Si è più calmi e più presenti. Se non si è raggiunto questo risultato, si può affermare che l’atto non è stato realmente sentito. E’ stato pensato.
Vivendo nella sensazione delle “Azioni Coscienti” il soggetto impara a vivere il momento presente, senza il ritorno al passato degli scrupolosi e senza l’anticipo del futuro degli ansiosi.
Vivere il momento presente è un’esperienza che dà una sensazione di pace, di sicurezza e di pienezza. La pratica delle azioni coscienti può talvolta bastare a migliorare uno stato di mancanza di controllo.
Si possono avere ricadute, ma se si riprendono subito gli esercizi, l’equilibrio viene immediatamente ristabilito. Tutto l’apprendistato è già acquisito.
Attraverso la conoscenza del lavoro di rieducazione, con il suo allenamento regolare e sincero, la persona diviene responsabile sia dei propri pensieri che delle proprie azioni. Non può più far ricadere sugli altri la responsabilità dei propri fallimenti e delle proprie delusioni..
Lo scopo della terapia Vittoz è di renderla sempre più obiettiva di fronte alla sua vita e agli avvenimenti che si presentano, di accettare “l’altro” con le sue qualità, i suoi difetti e il suo diritto all’errore. Questo è il motivo per cui il Metodo può portare un aiuto efficace al male di cui soffre sempre più l’uomo di oggi, il non senso della sua vita o il suo vuoto esistenziale che genera angoscia.
Il terapeuta vittosiano, oltre agli apporti delle scienze umane ha il dovere di sperimentare su di sé ed in supervisione, il metodo durante i tre anni della sua formazione, ed oltre. Inoltre dispone di un mezzo efficace per seguire il lavoro del cervello del suo cliente: la capacità di percepire le vibrazioni cerebrali.
Si tratta di un’auscultazione del cervello, comparabile a quella del cuore o dei polmoni praticato dai medici, e in particolare di vibrazioni che il Dr. Vittoz ha scoperto e alle quali si è dato il nome di
“fenomeno Vittoz”.
Numerose persone hanno esaminato questo fenomeno per spiegarlo scientificamente. Alcuni neuroscienziati approdano nei loro attuali lavori ad una riflessione che va nello stesso senso. Lo specialista allenato di Metodo Vittoz percepisce queste vibrazioni con la mano. Ciò gli permette di orientare la terapia e di verificare il corretto svolgimento della rieducazione funzionale.
Dopo la rieducazione della ricettività che ha permesso un migliore utilizzo delle funzioni sensoriali, gli esercizi di concentrazione rieducheranno l’emissività.
“ La concentrazione è la facoltà di poter semplicemente fissare il pensiero su un dato punto, seguire lo sviluppo di un’idea senza lasciarsi distrarre, di poter astrarsi in un lavoro qualsiasi”(R. VITTOZ).
Le difficoltà di attenzione sono spesso la conseguenza di un “vagabondaggio cerebrale” che obbliga il pensiero a saltare da un’immagine, da un’idea, da un interesse ad un altro; occorre uno sforzo considerevole per fissare l’attenzione. Questo sforzo si fa allora nella contrazione. La contrazione è il contrario dell’attenzione che deve essere invece fluida, rilassata, disponibile. Una buona concentrazione può manifestarsi solo nella distensione.
1° - La concentrazione sul corpo. E’ la facoltà di fissare la propria attenzione su un punto del corpo senza lasciarsi distrarre.
2° - La concentrazione sulla respirazione che permette di stabilire la distensione. Il metodo propone numerosi esercizi di respirazione ritmata o controllata.
3° - La concentrazione sui grafici, cioè rappresentazioni mentali di linee precise e semplici, come il segno matematico dell’infinito, i triangoli, i quadrati, la chiave di sol, ecc.
Esiste un’analogia simbolica tra le immagini mentali e certi stati psicologici che può essere oggetto di un lavoro più profondo che prepara al trattamento psichico di Vittoz.
4° - La concentrazione sull’idea. “L’idea deve essere cosciente e sottomessa alla volontà”
(R. Vittoz). Per esempio l’evocazione dell’idea di calma porta uno stato di calma mentre l’evocazione dell’idea di energia porta uno stato di energia.
“La volontà è un’energia libera, intelligente che è in noi e che si manifesta in certe condizioni” (R. Vittoz) non si tra né di tendersi, né di contrarsi, tanto meno di ostinarsi. Più si è tesi meno si può esercitare la capacità di volere. A volte si impiega un’energia eccessiva per compiere un’azione che ne richiede poca. La volontà permette di esercitare la nostra capacità di decisione. Se l’idea dell’atto da compiere è chiara (l’atto è possibile ed è scelto consapevolmente), dà luogo, senza sforzo, all’azione corrispondente.
A questo punto si prova realmente la sensazione della volontà in azione e la sensazione di calma che deriva sempre dalla realizzazione di una decisione.
Nello stesso contesto di distensione e di elasticità, sono utilizzati alcuni esercizi di decentramento per esercitare il cervello a passare consapevolmente da un’idea ad un’altra e alcuni esercizi di deconcentrazione per liberare il cervello da ciò che lo ingombra.
Una volta che la ricettività e la concentrazione sono acquisite, la pratica dell’eliminazione costituisce una nuova tappa del percorso. Lo stato di coscienza e di controllo che si è messo a punto può essere indebolito dalle aggressioni quotidiane, le emozioni.
Se è vero che la ricettività e le azioni coscienti danno una possibilità di recupero immediato, ciò non toglie che alcune impressioni sgradevoli siano state registrate.
La tecnica dell’eliminazione permette di evitare che queste sensazioni negative continuino a perturbarci. Questa tecnica viene affrontata solamente dopo un certo apprendistato del metodo. E’ preceduta da esercizi di eliminazione di oggetti reali dal campo visivo.
Si tratta di rivedere mentalmente le circostanze (aggressioni, emozioni) che hanno creato un impatto negativo, di cercare la parola che qualifica il sentimento negativo provato, di scriverlo mentalmente. Dopo aver preso la decisione di liberarsene, la parola viene cancellata lettera per lettera, nello stesso momento in cui l’emozione dolorosa si attenua. Quando l’immagine di questa parola è sparita, può essere rievocata una parola di “ricostruzione”, che poi viene scritta mentalmente.
Per alcune persone l’apprendistato funzionale di Vittoz termina qui. Tuttavia è importante continuare a praticarlo nella vita di tutti i giorni.
Altri, forse, avranno bisogno di continuare.
L’eliminazione giornaliera avrà mostrato una ripetizione di sensazioni aggressive o emotive provenienti dallo stesso tipo di avvenimenti. In questo caso, è necessario iniziare un lavoro più particolarmente psichico.
Il rilassamento psico-sensoriale è uno dei mezzi utilizzati per consolidare, le differenti tappe della terapia.
Il Dottor Vittoz non lo chiamava così, ma gli esercizi che proponeva prefiguravano le tecniche attuali di rilassamento.
Alle induzioni di rilassamento e distensione, si aggiungono le induzioni per lo sviluppo della ricettività e dell’emissività come sono definite sopra.
Il rilassamento è un mezzo privilegiato per entrare in relazione col proprio corpo, per essere più cosciente dello stato fisico e psichico. Permette l’attività controllata del cervello, che può dare riposo e, permette di scoprire l’influenza reciproca dell’ energia e del rilassamento. Attraverso il corpo, il rilassamento apre l’accesso all’affettività, allo spirito, permette di divenire più attivi e autonomi e di ritrovare la sensazione di globalità.
Il rilassamento Vittoz conduce a uno stato di presenza a sé stessi , agli altri e al mondo.
Il Dr. VITTOZ dice: “Il trattamento psichico si rivolgerà all’idea, alla concezione del pensiero, alle differenti modifiche che lo stato di malattia imprime alla mente e come essa snatura i fatti, le idee, i sentimenti… ed il malato può rendersi conto che l’idea precede il sintomo… ha in mano le armi sufficienti per guarirsi… non gli resta dunque che creare nuove abitudini mentali”.
Si tratta di un percorso di liberazione.
Durante il trattamento psichico, il terapeuta approfitta dell’apporto della psicologia moderna in vari campi come quello delle emozioni e quello del simbolismo.
Si potrebbe pensare che vi è un tempo per la terapia funzionale come è stata definita sopra, ed un tempo per il trattamento psichico, ma non è così. Infatti fin dai primi esercizi, si instaura tra il terapeuta ed i pazienti un dialogo terapeutico.
La formazione dei terapeuti vittosiani in psicologia, psichiatria e in neurofisiologia permette loro di accompagnare i loro pazienti in questo delicato lavoro.